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Archive for the ‘Notizie’ Category

Berta Càceres aveva guidato la comunità di Rio Blanco nella lotta contro la realizzazione del complesso idroelettrico Agua Zarca, previsto sul Rio Gualcarque, nell’Honduras Nord-occidentale. Un fiume che costituisce una fondamentale risorsa idrica per circa 600 famiglie che vivono nella foresta pluviale. L’impianto era stato approvato senza il consenso della comunità, contravvenendo alla Convenzione sul diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni. Nel corso degli anni, la Càceres ha subito minacce di morte. Accusata di terrorismo, è stata arrestata e perseguitata giuridicamente dal governo.

bertha

Chiara De Poli e Antonio Lupo, del Comitato italiano Amigos Sem Terra Italia, hanno tradotto il comunicato delle figlie, del figlio e della madre di Berta Càceres

Chiara De Poli la ricorda così…

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Bertha in Honduras, proprio a La Esperanza a fine 2008, poco prima del golpe che nel 2009 ha deposto il presidente Zelaya.

Qualche mese dopo, Bertha è venuta in Italia per una serie di incontri in varie città. E’ stata a Milano e poi è voluta venire a Chiavari.  Devo ammettere che non capivo come mai volesse venire in riviera, non era da Bertha concedersi 2 giorni al mare durante un viaggio così pieno di incontri. Quando è arrivata, abbiamo capito che non era un caso. Era a Genova che voleva andare, e precisamente al Castello D’ Albertis a reclamare per il suo popolo le innumerevoli testimonianze che erano state prelevate in Honduras da un missionario con la passione per l’archeologia, in cambio di specchietti/collanine/monetine agli indigeni che erano incaricati di trovarli e portarglieli. In seguito la collezione è stata donata proprio al museo ospitato al

Castello D’ Albertis  (vedi  http://www.museidigenova.it/it/aree-espositive/sala-lunardi ).  Purtroppo, dato il poco tempo a disposizione e la mancanza di preavviso, non siamo riusciti ad organizzare altro che un incontro con una responsabile del museo. Bertha avrebbe volentieri fatto una azione di protesta sdraiandosi per la strada e bloccando il traffico … ma erano solo in tre!

Mi piace ricordarla così, sempre impegnata e combattiva per il suo popolo, per la difesa dell’ambiente contro lo sfruttamento delle risorse (premio Goldman per l’ambiente nel 2015).  Avrebbe compiuto 45 anni proprio in questi giorni. Al suo funerale ha partecipato talmente tanta gente che si è formato un fiume di persone di 10 chilometri.

Come dicono sua madre, le figlie ed il figlio “non permetteremo che la sua immagine diventi un logo vuoto, ma un esempio di lotta permanente ed energica per la difesa della vita, del territorio e contro questo sistema di sfruttamento e saccheggio”

Chiara

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Il Comitato AcquaBeneComune di Planargia e Montiferro ha promosso una raccolta di firme assieme a numerosi cittadini/utenti di Abbanoa e abbiamo registrato oltre 1600 sottoscrizioni del testo che si trova negli allegati (vedi)

col testo sottoscritto i cittadini denunciano:

– i ripetuti, annosi, e ricorrenti episodi di non potabilità dell’acqua.

– il pericolo costituito dall’amianto, materiale con cui sono fatte le tubazioni, soggette alle frequenti rotture (vedi in allegato le “Osservazioni sul Piano Regionale Amianto” presentate da InBosa e dal Comitato AcquaBeneComune di Planargia e Montiferro)

– la distorsiva pubblicazione delle analisi dell’acqua da parte di Abbanoa, che fornisce delle medie, ma non scrive dove, quante volte e quando sono state fatte le analisi; mentre noi preleviamo acqua in punti e momenti in cui l’acqua non ha le caratteristiche che la possano definire potabile.

– le illusorie promesse risalenti a sei mesi fa, di un intervento definitivo riguardo la sistemazione della rete idrica della città: se messe in atto, forse in due anni avremo i primi risultati dei 5 milioni stanziati per riparare le rete idrica di Bosa, ma ci vorranno 5 anni per una funzionalità ottimale (se interverrà la regione con altri soldi).

– i cittadini sono sistematicamente e volutamente tenuti all’oscuro di quanto ci riguarda: i responsabili non ci spiegano pubblicamente come è fatta la rete idrica, e non possiamo capire se davvero si possono risolvere i problemi in tempi ragionevoli.

Abbiamo comunicato, in data 23 marzo scorso, al Sindaco di Bosa i contenuti della sottoscrizione e chiesto un incontro pubblico tra cittadini/utenti della rete idrica, Amministrazione Comunale e Comitato sull’argomento, ma finora non abbiamo ricevuto un riscontro positivo.

Certo di una sollecita pubblicazione delle tematiche esposte, ringrazio anticipatamente ed auguro

Buone azioni per l’acqua pubblica !

per il Comitato AcquaBeneComune di Planargia e Montiferro
riccardo chiozzi
loc.Sorighes s.n.
08010 Magomadas OR
tel.0785-35357
fax 02-700433132

osservazioni PRA- da INB e ABCPM

non potabilità modulo raccolta firme

 

 

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Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Acqua diritto umano: Ministero certifica le firme italiane per l’iniziativa dei cittadini europei

Prima ICE valida Ue. Adesso la Commissione accolga le nostre proposte

Il Ministero dell’Interno ha comunicato che le firme raccolte nel nostro Paese per l’Iniziativa dei Cittadini Europei per l’acqua pubblica sono state dichiarate valide nella percentuale del 96,65% di quelle presentate tre mesi fa, 65.223, ben al di sopra della soglia delle 54.750 firme fissata per l’Italia.

L’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) è uno strumento che permette ai cittadini, raccogliendo almeno 1 milione di firme in 7 stati membri, di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’Ue invitando la Commissione a presentare una proposta legislativa. L’ICE per l’Acqua diritto umano, la prima a concludere il suo iter di presentazione, è stata presentato in Italia da Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua e Fp Cgil.

Il nostro Paese contribuisce alla validità delle firme raccolte in Europa, più di 1 milione e 600.000 negli 11 Paesi che hanno superato la soglia di validità (Spagna, Italia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Germania, Slovacchia, Slovenia, Grecia, Lituania e Finlandia).

Sempre oggi una delegazione di Fp-Cgil e Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha incontrato a Roma la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, nella persona del suo vicedirettore Emilio Dalmonte, mentre nei dintorni della stessa sede si è svolta un’iniziativa di sensibilizzazione dei cittadini sul valore dell’ICE per l’acqua pubblica”.

Nell’esprimere la nostra soddisfazione per questo primo risultato, chiediamo che la Commissione Europea si pronunci positivamente sulle 3 questioni poste dall’Ice:

che l’accesso all’acqua potabile sia considerato un diritto umano universale in tutta Europa, che il servizio idrico non possa essere privatizzato e che questi due principi vengano assunti dall’Unione Europea nelle discussioni relative alla definizione dei trattati internazionali.

Roma, 10 dicembre 2013

Forum Italiano Movimenti per L’Acqua – Fp Cgil

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Comunicato stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – Roma 02/01/2014

Anno nuovo, dinamiche vecchie: l’Authority per l’energia e il gas persevera nella violazione dei referendum sull’acqua

L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha nuovamente colpito nel silenzio delle feste. Il 27 Dicembre, infatti, fa approvato il Metodo Tariffario Idrico 2014-2015 confermando quanto contenuto nel Metodo Tariffario Transitorio e sancendo nuovamente, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011.

Nonostante un prolisso richiamo alle norme passate, nello specifico le sentenze della Corte Costituzionale, l’Autorità ripropone lo stesso calcolo per cui la remunerazione del capitale investito, abrogata dai referendum, viene camuffata sotto la denominazione “oneri finanziari”, ma non cambia la sostanza: profitti garantiti in bolletta.

Le criticità quindi rimangono tutte, compresa l’incapacità del nuovo metodo tariffario di garantire gli investimenti necessari al comparto idrico. Investimenti che, come i numeri dimostrano da più di 20 anni, non trovano spazio nel metodo del full cost recovery, cioè nell’assioma che vuole tutti i costi del servizio coperti dalla bolletta, profitti del gestore compresi.

L’Autorità cosiddetta “indipendente”, anche se il suo sostentamento è pagato dagli Enti gestori del servizio idrico, continua quindi ad agire sulla base di un’impostazione neoliberista e privatizzatrice, condivisa dagli ultimi governi che si sono avvicendati nel Paese.

Ancora una volta, dietro una delibera amministrativa, si cela una volontà politica, ovvero tutelare gli interessi di pochi e ricchi privati, a scapito degli interessi della collettività e del tessuto sociale sempre più impoverito ed attaccato nella crisi in cui viviamo.

Ancora una volta lo si fa calpestando il voto democraticamente espresso da 27 milioni di italiani.

Di questo riteniamo i membri dell’AEEG direttamente responsabili e per questo chiediamo le loro dimissioni oltre al ritiro del nuovo metodo tariffario e alla revoca delle competenze dell’Autorità in materia di servizio idrico.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha inoltre promosso un ricorso presso il TAR della Lombardia contro il reinserimento della remunerazione in bolletta, che vedrà la sua prima udienza il prossimo 23 gennaio, le cui ragioni verranno ampiamente esposte nel corso del Convegno che si terrà a Milano il 18 gennaio, insieme alle proposte del Forum per il finanziamento del servizio idrico.

L’alternativa esiste, gli italiani e le italiane l’hanno già scelta con i referendum di giugno 2011 e continueremo a batterci affinché le leggi del mercato e del profitto escano dalla gestione dell’acqua e dei beni comuni.

Perchè si scrive acqua, si legge democrazia, e vogliamo ripubblicizzarle entrambe.

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Causa indisponibilità dei locali comunali, l’assemblea coordinamento comitati sardi si terrà sabato 09 novembre, alle ore 10,00, a Narbolia, presso il salone parrocchiale adiacente alla chiesa

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Care/i tutte/i

le recenti decisioni della Giunta Regionale della Sardegna in merito ai sostegni finanziari ad Abbanoa hanno determinato una situazione che potrebbe preludere all’avvio di un processo di privatizzazione del Servizio Idrico Integrato (segue documento).

In proposito è iniziata una campagna stampa che sostiene questo orientamento e non siamo soli; a fronte di tentativi a livello locale per la ripubblicizzazione del SII, si sta riorganizzando ai livelli regionali e ministeriali, il fronte dei favorevoli alla privatizzazione.

E’ importante che il movimento ABC riesca a fermare sul nascere qualsiasi tentativo verso la privatizzazione anche nella nostra regione.

Ci riuniremo sabato 9 novembre alle ore 10, a Narbolia presso il centro comunale polivalente (via Segni) per discutere la proposta che segue e tutte le possibili azioni.

Per favore comunicate all’indirizzo benicomuniplanargia@tiscali.it la partecipazione del vostro gruppo e possibilmente il numero delle persone, grazie

per il comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferru ( A.B.C.  P.& M.)

referente Sardegna  del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, per la campagna di obbedienza civile

Riccardo Chiozzi

loc. Sorighes s.n.

08010         Magomadas   OR

tel.0785-35357

FAX 02-700433132

 

Scheda ultrasintetica su Abbanoa spa:

– In Sardegna esiste/eva un ATO unico ora commissariato e non ancora sostituito da altro ente o organismo come previsto dalla legge.

– I grandi bacini di raccolta (dighe) sono gestiti dall’ente pubblico E.A.S./E.N.A.S.

– Abbanoa spa, società di diritto privato, “In house”, di proprietà completamente pubblica (la Regione detiene il 14,57% delle azioni di Abbanoa spa, il Comune di Cagliari ha il 18,03, quello di Sassari il 13,25, quello di Nuoro il 4,02 e così via con percentuali sempre più basse per gli altri comuni) è il gestore unico del S.I.I. della regione Sardegna.

– Al momento della costituzione di Abbanoa i comuni sotto i 5.000 abitanti non avevano l’obbligo di aderire e cedere la rete idrica (anche alcuni comuni sopra i 5.000 abitanto non hanno aderito, circa 10, dando luogo al cosiddetto movimento dei “sindaci ribelli”1).

– Poche amministrazioni locali hanno adottato gli O.D.G proposti dal Forum (poco più di 10)

La situazione ora è a grave rischio di privatizzazione (vedi:

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/10/09/news/abbanoa-privatizzata-decidera-l-europa-1.7894621   e   http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20130902104952.pdf )

La Regione ha tappato dei buchi di bilancio con ca 50 milioni ed è stata bacchettata e messa in preallarme dall’Unione Europea (rischio procedimento di infrazione per sostegno pubblico ad azienda privata contro il principio di concorrenza di mercato)

Punti che sottopongo ai vostri pareri per un inizio di discussione:

– Abbanoa ha ereditato una massa di passività: una rete idrica malfunzionante, sistemi di archivio dati incompatibili fra loro, personale di scarso livello operativo convogliato da altri enti, una dirigenza (nominata da tutto il ceto politico) incapace o non intesa a risolvere i problemi2;

– la maggior parte degli amministratori dei comuni inferiori a 5.000 abitanti ha visto nella nascita di Abbanoa una bella occasione per liberarsi della gestione della propria rete idrica, vissuta solo come  un difficile incombenza e non come una opportunità.

A fronte del rischio reale di privatizzazione, il movimento per l’acqua pubblica in Sardegna non può rispondere con la parola d’ordine “indifferenziata” per la ripubblicizzazione ma che si possa affermare che:

– L’assessorato regionale ai lavori pubblici e l’assemblea regionale assumono attribuzioni e compiti del decaduto ATO che deve rimanere unico per tutta la Sardegna;

– le reti idriche (strutture e infrastrutture) debbano essere di proprietà pubblica e che il loro mantenimento, miglioramento e  ampliamento, debba essere finanziato con fondi strutturali europei, nazionali e regionali;

– la gestione di grandi bacini idrici di raccolta, grandi fonti di captazioni, dorsali di trasporto  debbano essere di competenza di E.A.S./E.N.A.S.;

– le reti di adduzione debbano essere di competenza per i settori agricoltura e industria di consorzi, per utenze commerciali e private di una unica società di gestione del S.I.I. avente la forma di azienda speciale consortile;

– le reti di distribuzione come al punto precedente per i Comuni che hanno conferito le proprie reti in Abbanoa

– per i Comuni che non hanno conferito le reti, rimane la gestione diretta fin qui esercitata

Per quanto riguarda fonti e sorgenti ad oggi non utilizzate e gestite da Abbanoa, considerate beni identitari dal Piano Paesaggistico Regionale o beni comunitari a seguito dell’esercizio di diritti di uso civico, sono sottratte all’utilizzo da parte dei futuri gestori del SII, con  la possibilità di utilizzarle come  luoghi di captazione per la costituzione di reti locali comunitarie gestite direttamente dagli utenti (consorzi locali misti comuni-utenti, associazioni di gestione composte da soli utenti)

Sono indispensabili riguardo le varie forme di gestione (escluse quelle organizzate direttamente dagli utenti) processi obbligatori di informazione pubblica e partecipazione, procedure di controllo e deliberative che consentano ai cittadini di essere parte attiva nella gestione del SII3.

Note:

1. Comuni non aderenti:

http://www.comune.modolo.or.it/documenti/acqua/X=acqua=acqua_%C3%A8_nostra_e_costa_meno.=I%20comuni%20che%20non%20hanno%20aderito%20ad%20Abbanoa_pdf=f8598.pdf

2. Il punto di vista di chi difende Abbanoa (con molti dati per chi avesse la pazienza di leggere)

http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=6428&IDmagazine=2010004

3. Azioni locali per una gestione autonoma

http://www.servizipubblicaamministrazione.it/Siti/vllrfcchrd184/AlboPretorio/2013/2013-000341-1.PDF

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Emergenza acqua

Fino a quando durerà questo rischio di emergenza acqua che mette gli abitanti di Bosa in uno stato di tensione continua in attesa che da un momento all’altro, senza nessun preavviso, dal rubinetto di casa esca un soffio d’aria anziché  acqua?

Una domanda alla quale, apparentemente al povero utilizzatore non resta che chiedere l’intercessione del Santo preferito per avere risposta, visto che anche il sindaco della città,  si guarda bene dall’azzardare anche una modesta previsione, che normalmente potrebbe essere espressa, conoscendo lo stato dell’impianto e la natura dei guasti, che  sono  ripetitivi e forse identici.

Siamo certi che il sindaco Casula qualcosa può fare per alleviare il fastidioso disagio della mancanza di acqua che gli  abitanti devono subire e per evitare che il  loro disappunto si trasformi in rabbia, per il fatto che viene loro tolto un diritto che pagano salato, avendo in cambio un servizio carente nella forma e nella sostanza..

Pensiamo che, se è vero che Abbanoa è il gestore della rete e il responsabile del suo funzionamento, il sindaco ha la responsabilità di assicurarsi che un servizio essenziale come quello della distribuzione idrica debba essere accompagnato da una comunicazione, all’indirizzo degli utenti, trasparente e in tempo reale,  per tutti gli avvenimenti importanti che lo concernono;per esempio per la riparazione dei guasti: la  durata prevista e il descrittivo dettagliato della loro natura, con aggiornamenti, se necessario.

Ai mezzi attuali di comunicazione (internet, radio, giornali), ai quali non tutti hanno accesso, si dovrebbero aggiungere comunicazioni scritte da affiggere in bacheche comunali da installare nei vari quartieri della città dove l’informazione sia disponibile per tutti 24h/24h.

Inoltre siamo convinti che il sindaco debba richiedere con urgenza un intervento strutturale programmato che parta dall’analisi dei punti deboli dell’impianto e dalla ricerca, non distruttiva, dei guasti esistenti, anche se di debole importanza, che favoriscono l’ingresso nella rete di sostanze estranee inquinanti, e che rapidamente  possono degenerare  obbligando a interventi lunghi e costosi.

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